
L’attrattiva e la provocazione che pone la vita di san Paolo, è un qualcosa che provoca positivamente ogni persona che non sia prevenuta nei suoi riguardi.
Saulo, persona affermata nella società del tempo, zelante nella difesa delle “tradizioni”, arrabbiato al punto di perseguitare chi la pensava diversamente s’accorge, per un “colpo dell’Essere”, di dover cambiare e di poter diventare Paolo di Gesù, il Cristo.
Qui le cronache ci raccontano che succede una cosa strana. Quest’uomo focoso che “tiene le vesti” a chi lapida Stefano, diventa una persona che inspiegabilmente si lascia bastonare cinque volte, subisce un tentativo di lapidazione, deve difendersi da nemici e falsi amici di continuo eppure ciò nonostante esorta tutti a “ESSERE LIETI, ve lo ripeto siate nella gioia” (Fil 4,4).
Come gruppo, per descrivere il personaggio siamo andati alla ricerca, di quali fossero i motivi per cui lui invitava i cristiani, destinatari delle sue lettere, a vivere nella gioia. Questo fatto ci ha incuriosito ancora di più di fronte all’innegabile tristezza che domina l’attuale società malgrado sia definita del “benessere”.
La Gioia è diventata allora la chiave di lettura per attualizzare la figura di Paolo nella stesura di questo recital.
In questa “fiera della banalità” e dell’apparenza in cui è inzuppato e si affanna il nostro mondo, lui dice che ciò è tutto “spazzatura” di fronte alla possibilità di conoscere Cristo, di abbeverarsi al suo Dono, di fruire della sua Amicizia.
Paolo sostiene, scrivendo ai Romani, che siamo “inescusabili” quando con leggerezza trascuriamo di approfondire il nostro rapporto con Dio per dare priorità ad altre cose.
Ancora, ci definisce “stolti” perchè proviamo a salvarci nelle vicende della vita facendo affidamento solo sulle nostre capacità movimentate da orgoglio, superbia e spesso invidia.
La Gioia esistenziale per lui invece è legata al fatto che Dio ci ha donato nel suo figlio Gesù, “nato da donna” la certezza che per la sua passione, morte e risurrezione ogni uomo è amato da Lui di un Amore personale che lo salva da ogni male possibile.
“Chi può separarci dall’amore di Dio in Cristo Gesù?” è il suo grido di battaglia ! “Tutto concorre al bene” –scrive ai romani- per quelli che vivono nell’amore, ciò per il fatto che l’ultima parola, nella nostra esistenza, la dice la Vita nel Risorto, non la morte nell’egoismo.
Questa è la BUONA NOTIZIA che Paolo si sente chiamato a portare, e di fatto testimonia, ad ogni persona come lui è assetato di Verità. Per lui la Via è Gesù che dona a ogni uomo la possibilità di una Vita senza confronti in termini di qualità oltre l’usura del tempo e dello spazio in cui siamo.
Ciò nella consapevolezza che una Vita nuova è possibile a tutti e che la sorgente della gioia è dove ci si relaziona con un Padre, ci si confronta con le Parole di Gesù, e si accoglie il dono dello Spirito datore di ogni bene a chi si spende nella carità a servizio di ogni persona che reca in sè l’immagine di Dio.

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